
La moneta elettronica o l'uso istituzionalizzato (e obbligatorio) delle carte di credito non mi trova tra i suoi accaniti sostenitori. Coloro che stanno cercando di sostituire questo strumento alla moneta cartacea di nuovo conio sostengono che (come negli USA) questo sistema riduce moltissimo l'evasione fiscale. In
nome di quest'ultima, piaga che fa inorridire tutta la politica, a larghe intese,
verranno prese delle misure che sanno
parecchio di Grande Fratello
(quello del 1984 di Orwell, intendo). Lo Stato diventerà il
Giudice dei nostri risparmi, potrà decidere se abbiamo dei fondi disponibili, preleverà forzosamente quello che vuole nel nome del bisogno nazionale, deciderà le priorità di spesa e, insomma, disporrà dei nostri risparmi in virtù di una Patria
potestà che, ne sono convinto,
un popolo stanco non ha più
voglia di dargli. Il rapporto tra
Stato e cittadino è quello tra
persone che danno vita ad una attività
economica. Il patto d'onore tra gentiluomini è quello che, in cambio di alcuni
servizi, il cittadino affida allo Stato alcuni compiti barattandoli in cambio di
soldi. A regolare questo accordo c'è un
contratto. Si chiama Costituzione. Oggi
sappiamo che questo contratto può venire modificato facilmente ed unilateralmente (a scapito del cittadino, natural-
mente). Ritorniamo al sistema delle carte
di credito. Se viene tolto alla banca d'Italia il costo del conio delle monete, perché le operazioni del cosiddetto POS
vengono ad incidere sul prezzo finale
erodendo il guadagno? Cercherò di essere più chiaro. Facciamo l'esempio di un
commerciante che alla cassa deve vedersi corrispondere 10 euro. Se accetta moneta contante come pagamento i soldi
incassati saranno netti. Viceversa, se
vorrà utilizzare il POS, e quindi il pagamento elettronico, il suo guadagno sarà
inferiore in quanto saranno decurtate le
commissioni bancarie. La Banca d'Italia
risparmia denaro ma il costo viene addebitato al commerciante. Presto o tardi, credetemi, se la situazione diventerà insostenibile, questi oneri saranno spostati a carico
del consumatore finale. Chi guadagnerà
sempre da questa operazione sarà lo Stato,
la Banca d'Italia, la Banca correntista.
Esattamente le figure che, in questi decenni, sono ritenute le maggiori responsabili
del debito pubblico. Ribadisco, sono
contrario alla moneta elettronica perché
la Storia recente ha dimostrato senza
ombra di dubbio che ognuno di noi è
capace di disporre ragionevolmente del
proprio risparmio meglio di quanto sappiano fare le Istituzioni. Se si vuol veramente e concretamente lottare contro
l'evasione fiscale allora si contrastino gli
affari illeciti della Mafia e si accorpi
all'IVA (che dovrà essere detraibile per
qualunque cittadino indipendentemente
dal lavoro che fa) tutta la miriade di tasse, imposte, balzelli, spese (che oggi
sono frammentate e spesso poco chiare).
Uno Stato che sta annegando nei debiti e
che non è capace di debellare (o anche solo
contrastare) la corruzione al suo interno
non può essere nominato amministratore
del risparmio di alcuno.
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